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PREMIO FAUSTO ROSSANO

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Per il Pieno Diritto alla Salute


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EDIZIONE 2017

2026-04-29 20:17

Ufficio Stampa

ARCHIVIO,

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Vincitori 2017

 

Premio Fausto Rossano 2017 per il miglior lungometraggio a:

 

Habitat: Note personali (Italia, 2014, 55’) di Emiliano Dante

 

Sinossi:Habitat è un film fatto di Note Personali sulla vita a L’Aquila dopo il terremoto. È sia un tentativo di elaborazione del lutto attraverso il cinema, sia una riflessione sul rapporto tra storia individuale e storia collettiva, tra trasformazione dello spazio pubblico e trasformazione della persona.

 

Motivazione: per il difficile tentativo di ricostruire un’architettura sentimentale andata distrutta con il terremoto che ha colpito l’Aquila nel 2009. Nel lavoro si legge lo sforzo di non smarrire se stessi, di non rimuovere la propria tragedia, ma piuttosto di restituirle dignità umana. Come recita la voce narrante: non serve esorcizzare la paura negandola a se stessi e agli altri, ma – per contro – tenerla sempre bene a mente, così come occorre ricordare la morte dei propri compagni, i loro nomi, le loro vite, perché dimenticando gli altri perde di senso anche la propria stessa vita. Il film di Dante ha soprattutto il merito di cogliere e restituire la poetica sofferenza inaspettatamente  sprigionata dalle viscere della terra, attraverso un dialogo interiore che riesce a uscire dall'isolamento emotivo per trasformarsi in forma artistica.

L’opera, girata in un bianco e nero stilisticamente assai efficace, esplora le macerie fisiche e mentali de L’Aquila, restituendone tanto il documento visivo quanto il lavoro di introspezione compiuto dal suo autore per accedere alla realtà di un lungo post-terremoto. La giuria, infine, ha voluto premiare la capacità di raccontare lo spaesamento e la crisi d'identità dopo la paura in gruppo di ragazzi della città de L'Aquila all’indomani del terremoto, in una forma che rinnova e problematizza il linguaggio del documentario e la sua relazione costitutiva con l’idea di realtà.

 

Premio Fausto Rossano 2017 per il miglior cortometraggio:

 

Te quiero papa (Spagna, 2016, 3’) di Gabriel Lúgigo

 

Sinossi: Una donna ha difficoltà a conciliare la sua vita lavorativa e familiare.

 

Motivazione: storia solo in apparenza paradossale, in cui una figlia logorroica sistema il suo  anziano padre - con ogni probabilità affetto da demenza senile - legandolo di fronte al televisore per abbandonarlo da solo in casa. Questa brevissima lezione sul rispetto e l’affetto fra uomini passa attraverso il contrasto (notevole) fra azioni e parole. Ottime le interpretazioni dei due attori protagonisti. La giuria ha colto su tutto l'originale vivacità di un racconto difficile (come quello del cortometraggio), capace di condensare in pochi minuti la crudele tragicità del vivere quotidiano nel mondo contemporaneo. Il tutto narrato con il ritmo incalzante di un sentimento inesistente che scivola sul suo simulacro: un mondo vacuo in assenza assoluta della consapevolezza di "ferire" la sensibilità di una umanità resa differente da una condizione di sofferenza ma non per questo meno legittimata a esistere.

 

Premio speciale Fausto Rossano Edoardo De Angelis per l’impegno sociale e la tutela del diritto alla salute dimostrato nelle sue opere cinematografiche, in special modo in Indivisibili.

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