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PREMIO FAUSTO ROSSANO

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Per il Pieno Diritto alla Salute


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EDIZIONE 2018

2026-04-29 20:18

Ufficio Stampa

ARCHIVIO,

Lorem Ipsum è un testo segnaposto utilizzato nel settore della tipografia e della stampa. Lorem Ipsum è considerato il testo segnaposto standard sin d

Vincitori 2018

 

VINCITORE Categoria LUNGOMETRAGGI

 

My Nature (Italia, 2016, 76’) di Gianluca Loffredo e Massimiliano Ferraina

 

Sinossi: MyNatureè un documentario che racconta i percorsi di vita di Simone, un uomo venuto al mondo con genitali femminili. Nonostante i cambiamenti che gli permettono di affermare la sua natura, Simone si ritrova nella gabbia della normalità sociale, alle prese con dubbi e incertezze che lo portano a riflettere su come affrontare la sua nuova vita intraprendendo un viaggio interiore alla ricerca di se stesso.

 

Motivazione: Per la realizzazione di un’opera di alta densità fotografica e caratterizzata da un rigore narrativo capace di parlare a tutti. La natura fuori da noi, indagata e riscoperta, per riconoscere quella invisibile, dentro di noi. E, dopo un inferno di cui non è necessario mostrare le cicatrici per avvertire il dolore che le ha provocate, trovare “il proprio posto nel mondo”. Così la storia di Simone, nato in un corpo che non aveva mai sentito suo e deciso a immergersi in quei paesaggi quasi ad assorbire la lezione del loro paziente divenire, diventa in “My Nature” metafora delle conquiste sofferte ma consapevoli, dei viaggi difficili e necessari. Una rinascita tanto più autentica in quanto intrisa di piccole graduali conquiste, raggiunte anche attraverso l’ascolto degli altri e il rispecchiamento deformante che permette il superamento dei propri confini, dell’essere prigioniero di se stesso perché, come scritto sul muro del manicomio di Trieste: la libertà è terapeutica. Un racconto cinematografico che – oltre ogni attesa o tentazione d’invasività suggerita dal tema – punta su una scelta matura di sottrazione, cita la lezione dei grandi autori che si ispirano a Madre Natura e rifugge dalla retorica, senza rinunciare ad accenti ironici. “Guarire è più difficile che soffrire”, suggerisce con provocatoria delicatezza il compagno di viaggio di Simone. “La diversità, nella natura, è solo sintesi”.

 

VINCITORE Categoria CORTOMETRAGGI

Peggie (Stati Uniti/Italia, 2017, 10’) di Rosario Capozzolo

 

Sinossi: Durante un tranquillo pomeriggio di sole californiano, ci spostiamo assieme a Peggie da una stanza all'altra della sua casa e ci ritroviamo, in pochi istanti, ad attraversare diverse epoche della sua vita.

 

Motivazione: Peggie è un viaggio, un viaggio nella mente e nel tempo, discontinuo ma al contempo coerente, di una donna affetta da demenza senile. Un racconto che utilizza con misura e delicatezza le migliori grammatiche del linguaggio cinematografico, tra cui spicca un rigoroso ed empaticamente perfetto piano sequenza in soggettiva della protagonista, che ci apre le porte del suo mondo interiore, dove passato e presente non hanno più soluzione di continuità. Una sceneggiatura sensibile ai dettagli, una fotografia calda ma leggermente spenta nei colori, come forse lo è anche la vista di Peggie stessa, un ritmo lento ma altresì avvolgente, riescono a coinvolgere lo spettatore e gli permettono di pensare, sentire, “viaggiare” appunto, in una vita intera con pochi minuti di montaggio. La creazione di una poesia… Lo sguardo riesce ad attraversare un dramma devastante, come la demenza, trasformandolo in poetica dei gesti, del contatto, delle parole, semplici.

 

VINCITORE Categoria LABORATORI

Assetto di volo (Italia, 2016, 41’) di Giulio Venier

 

Sinossi: Ci sono luoghi in cui non esistono disabilità, se non come qualcosa che tutte le persone vivono sotto forma di paure e blocchi che limitano la vita. Le speranze, le aspirazioni e i sogni dei ragazzi coinvolti in questo docufilm rappresentano il desiderio di riscatto e realizzazione che è proprio di ogni essere umano desideroso di vivere pienamente la propria esistenza.

 

Motivazione: Per aver mostrato senza false rassicurazioni l’incontro con le disabilità e aver raccontato con la giusta leggerezza come si possa comprendere l’altro e il mondo, affrontando le paure e i conflitti in tutte quelle dimensioni nelle quali non ci si sente abili. In un’opera che porta alla scoperta di sé, il regista conduce lo spettatore in uno spazio di cielo infinito dove, a contatto con i propri limiti e con il desiderio di superarli, si annullano tutti i pregiudizi e le diversità.

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