Vincitori 2024
Vincitore categoria Cortometraggi
“IT TURNS BLUE” di Shadi Karamroudi
Per la capacità di raccontare la violenza domestica sui minori in contesti di radicata matrice patriarcale. Si premia la messa in scena che sceglie la distanza della cinepresa e il simbolismo del colore per rappresentare un orrore che le stesse figure femminili adulte possono rendere possibile, nascondendolo e scegliendo il silenzio. Itturns blue mostra la violenza occultata senza farla vedere, con un’impronta di mano di bambina su un muro di una cameretta ancora in divenire, come la sua stessa vita.
Vincitore categoria Focus Campania
LA GIUSTIFICAZIONE di Alex Marano
Che colpisce per la sua capacità di raccontare una realtà aspra con una delicatezza disarmante. Attraverso gli occhi del giovane Mattia, il cortometraggio ci conduce in un universo fatto di contrasti: l'innocenza e la durezza della strada, la fragilità degli affetti familiari e la brutalità del silenzio che li avvolge. La regia di Marano emerge per il suo dinamismo e la sua attenzione ai dettagli, creando un ritmo narrativo che cattura lo spettatore dall'inizio alla fine, con scene che vibrano di autenticità e tensione. La fotografia, malinconica e ricca di suggestioni, dipinge una Napoli degli anni '90 come un luogo di bellezza sbiadita e di vite spezzate, specchio delle emozioni dei protagonisti. Quest’opera è una riflessione sulla natura umana, sulle scelte morali e sull'importanza di dare voce a chi vive ai margini. Per la sua capacità di emozionare, coinvolgere e interrogare lo spettatore, La Giustificazione merita con pieno diritto il riconoscimento in questa edizione del festival.
Vincitore categoria Studenti
IL RESPIRO DEL DIAVOLO di Enrica Ermini
Per l’efficacia con cui, nella prima parte del cortometraggio, complice anche il titolo, la regista depista lo spettatore, utilizzando sapientemente gli strumenti stilistici del cinema di genere, suggerendo così lo stato di coscienza della protagonista, alterato da un ignoto shock subito. Nella seconda parte viene invece fuori il trauma alla base della storia e cioè la violenza sessuale, della quale non ci viene risparmiata la carica disturbante, tramite una messa in scena cruda e asettica, che mette in crisi lo spettatore. Un tema sociale urgente declinato in modo forte, senza retorica, che si impone nella coscienza dello spettatore.
Vincitore categoria Laboratori
LO SPIRAGLIO di Federico Angeli, Diego Di Gianvito, Nicola Ferri, Claudio Fratticci, Alessandro Patrignanelli
Per aver raccontato sapientemente una storia di rinascita con sguardo attento, intimo e a tratti ironico, non perdendo mai di vista la componente umana del suo istrionico protagonista, Nicola. Un protagonista che trascina lo spettatore in una realtà fatta di silenzi e luci di schermi che squarciano il buio, in cui aleggia la consapevolezza che per tutti coloro che hanno bisogno di aiuto esiste sempre uno spiraglio. E quel raggio di luce che lo attraversa è il segno di una speranza che puoi … solo con le persone giuste.
Vincitore categoria Animazioni
VENDING MACHINE MERCHANT di Zi Xin Jin
Per la semplicità dello stile e per la delicatezza con cui evoca la curiosità e la magia dello sguardo infantile sul mondo, proponendo una riflessione sull'importanza della soggettività nelle relazioni umane. È notevole la forte personalità che un semplice tratto di pennarello riesce ad avere, rendendo il racconto (che è il racconto delle "piccole cose") poetico, personale e allo stesso tempo universale e condivisibile. D'altronde chi non si è mai chiesto da piccolo almeno una volta "chi è che sta dentro a un distributore automatico? Di chi è quella mano?". Nell'epoca dove la tecnologia e la tecnica regnano, cosa può ancora stupirci? L'immediatezza di una linea su un foglio che parla più di tanti effetti speciali, a volte. Una comunicazione gentile che racconta della gentilezza e delle piccole magie che l'occhio di un bambino riesce sempre a vedere.
Premio Giovani
ROBERT MUTT di Fiorenzo Brancaccio
Per aver offerto, soprattutto attraverso il monologo finale e l’ottima performance del protagonista, vari spunti di riflessione sulla condizione dell’uomo contemporaneo. Oltre alle brillanti scelte relative alla fotografia, alle inquadrature e alle locations, siamo rimasti colpiti dallo stato del protagonista: tutti vogliamo cambiare ed evolverci, ma abbiamo paura di lasciare indietro le persone care.
Premio Speciale Fausto Rossano
IMMA VILLA
Per la maestria nell'immedesimarsi in personaggi che nascondono fragilità tipiche dell'animo umano, dando voce alle loro complessità e mostrando, con la forza della sottrazione, tutti quei dettagli che solo una formidabile interprete può portare alla luce. Il suo linguaggio della compenetrazione è talmente potente da risultare vivo e autentico. Proprio come le storie dei personaggi, anzi, delle persone di cui si fa cantrice.
Premio Speciale Fausto Rossano
CARLO CERCIELLO
Per credere coraggiosamente in quel meraviglioso sogno chiamato teatro attraverso una lotta decennale ormai imperitura e contribuendo a formare, crescere ed accrescere, con cuore e sacrificio, sempre più donne e uomini di spettacolo, quello in cui a farla da padrone sono il desiderio di raccontare gli ultimi e l’abbattimento delle barriere, le proprie e quelle degli altri. Con l’obiettivo, o meglio, la missione, di dare vita a un’arte le cui parole d’ordine sono libertà e indipendenza.
Premio Speciale Fausto Rossano
AGNESE NANO
Per aver dedicato la sua vita alla nobile arte della recitazione spaziando in più universi, mettendosi costantemente alla prova e dando vita, sin da giovanissima, a splendide interpretazioni che hanno conquistato gli sguardi di ogni tipologia di pubblico con delicatezza, eleganza e sensibilità. Tornatore ci perdonerà, ma per l’occasione vorremmo riprendere e modificare affettuosamente una citazione di un'indimenticabile opera di cui lei ha fatto parte: "Non avere paura, Agnese, perché tutte le volte che potremo scappare dalla monotoniaverremo sempre da te”. Aguardare ciò che hai contribuito a rendere più incantevole.
Premio Speciale Fausto Rossano
MOHSEN MAKHMALBAF
Per l’impegno nella salvaguardia dei diritti e delle vite umane, dimostrando una eccezionale maestria nell’uso delle parole e del linguaggio cinematografico. Se si volesse dare un nome a un film sulla straordinaria vita di questo artista, potrebbe essere “Alla ricerca dell’umanità”. Perché la sua vita, il suo costante viaggio dedicato alla conoscenza e alla creazione di storie, di mondi, ma soprattutto di persone è come la sua arte: complessa, profonda e carica di sensibilità. Per fare arte ci vuole coraggio, ma per restare umani…ce ne vuole ancora di più.
